Lupo.
Rimini 07.03.2017

PUBBLICO APPELLO RIVOLTO ALLE ASSOCIAZIONI DEGLI ALLEVATORI

Sul tema della presenza del lupo nel territorio provinciale di Rimini, dopo il recente attacco a un gregge in località Mulazzano, le Associazioni Ambientaliste riminesi rivolgono un appello alle Associazioni degli Allevatori per avviare una comune riflessione.

Pastore maremmano-abruzzese da guardia

Pastore maremmano-abruzzese da guardia

In base ai monitoraggi eseguiti negli ultimi anni dall’Ufficio Tutela Faunistica, sul nostro vasto territorio  risulta una modesta presenza di branchi, ognuno dei quali composto mediamente da 4 o 5 unità. Ciò rende pertanto ingiustificata  ogni forma di allarmismo.

Sono infatti molte le cause che determinano il contenimento della specie: trattandosi di un predatore all’apice della catena alimentare, la riproduzione è limitata ad una sola coppia all’interno di un branco (coppia alfa) e ad 1 solo parto all’anno, con un numero di cuccioli limitato (max 3-4); si aggiunga poi l’alta mortalità giovanile e la difficile sopravvivenza dei lupi allontanati dal branco con l’età adulta. Infine elevata è la mortalità per impatti con automezzi e incidenti vari.

Recentemente, in un pubblico appello rivolto alle Autorità, abbiamo chiesto che non venga introdotta alcuna deroga al Decreto Ministeriale del 23 luglio 1971, nel quale si stabilisce il divieto di abbattere il lupo; non solo in quanto specie protetta, ma in quanto essenziale a garantire la qualità dell’ambiente e gli equilibri ecosistemici. Si pensi ad esempio alla funzione di contenimento che il lupo esercita nei confronti di ungulati in esubero, come il cinghiale, causa di danni all’agricoltura e all’ambiente.

Ora vorremmo rivolgere un pubblico appello anche agli Allevatori ed alle loro Associazioni perché, nel legittimo desiderio di tutelare i propri animali da possibili attacchi, si adoperino per avvalersi dei cospicui fondi e dei mezzi messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna.

Gli studi ci dicono che l’attività predatoria del lupo è riconducibile solo in misura del 4/% agli animali domestici. Dunque, è necessario diffondere in modo capillare una cultura della convivenza con il lupo ed un’ informazione su tutto ciò che occorre fare per dotarsi delle misure previste dalla Regione a tutela degli allevatori per prevenire eventuali attacchi (di selvatici o randagi che siano).

Veri ricoveri notturni per il pascolo, reti mobili elettrificate a protezione del gregge, “cani da guardiania” appositamente addestrati, sensori collegati ad emissioni acustiche sono strumenti in grado di assicurare un’ efficace protezione agli allevatori che se ne siano dotati, avendone fatto regolare richiesta. Resta il capitolo più complesso degli indennizzi, che devono essere garantiti in misura rapida e congrua a quanti abbiano ottemperato  ai requisiti di cui sopra.

La reale e rapida attuazione di quanto previsto dalla legge  per   prevenzione e indennizzi realizzerebbe di per sè gli obiettivi del Piano di Gestione e Conservazione del Lupo.

Questo – e solo questo – dovrebbe essere il punto su cui focalizzare l’attenzione, qualora si intendesse procedere ad un aggiornamento del Piano. 
La proposta (tuttora in discussione alla Conferenza Stato-Regioni il prossimo 9 marzo) di introdurre una deroga al divieto di uccisione, come previsto dalla attuale legge, per consentire invece l’abbattimento del 5% della specie oggi presente, è da ritenersi priva di fondamento e necessità.

Non esistendo seri censimenti a livello nazionale, non sarebbe possibile selezionare nè il numero nè le caratteristiche degli esemplari da abbattere; l’uccisione indifferenziata provocherebbe la destabilizzazione dei branchi, altrimenti strutturati secondo principi di forte coesione e disciplina gerarchica, con conseguente comportamento caotico da parte degli esemplari superstiti; infine, maggiore difficoltà vi sarebbe nel contrastare il bracconaggio. Tutte azioni che otterrebbero come risultato un aggravamento della situazione, piuttosto che risolverla.

 

-Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente-Rimini

-dnA (Difesa Natura Ambiente) onlus Rimini

-Fondazione Cetacea

-Italia Nostra Rimini

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